Venezia piazza san marco

Si legge Venezia e si pronuncia amor.

Niente di più banale. Si, va bene, Venezia è la città degli innamorati, ma è anche la Serenissima, la città dei Dogi, di Marco Polo e di Goldoni.
La città dove in meno di otto chilometri quadrati risiedevano insieme aristocratici, borghesi e popolino. La città dove ora sempre in quei pochi chilometri quadrati si fondono assieme turisti da tutto il mondo e veneziani.

Goldoni li osservava dalla finestra, trovando spunto per le sue commedie, osservando come in quei vicoli umidi, all’ombra di imponenti palazzi, si alternassero ricchi e poveri, senza carrozze e senza cavalli, tutti obbligati a camminare fianco a fianco in quei labirinti di calli, porteghi e sottoporteghi. Serenate in gondola sotto le finestre delle giovani donne e baci rubati all’ombra di qualche ponte.
gondolieri gondole venezia
Eppure, la città degli innamorati a me ha colpito non tanto per il suo essere romantica, con le sue vie dove gli innamorati possono passeggiare abbracciati. No. La Serenissima a me richiama alla mente si l’amore, ma un amore illegale. Un amore consumato negli angoli bui di qualche vicolo, nei sottoporteghi nascosti e in passaggi che solo chi sa usare un paio di remi può conoscere.

Amori clandestini

Per me Venezia rappresenta un amore clandestino. Può darsi che il labirinto di calli, con le loro ombre, umidità e odore di salsedine, rievochi in me qualcosa d’illecito e disonesto. Di misterioso e stuzzicante. Oppure, semplicemente, che la mia fantasia sia stata influenzata da commedie venete cinquecentesche cariche di eros e intrighi alternate alle leggende sul fascinoso Casanova.

Le possibilità che conducono a questa idea sono molte, eppure, conoscere Venezia attraverso gli occhi di due amanti segreti rende la scoperta più affascinante. Il velo di mistero che emana, mischiato alla precarietà  di un amore clandestino, offre una Venezia diversa, lontana dagli itinerari turistici e dalle mete obbligate.

Santa Croce – San Marco – Cannareggio

È una coppia che sfrutta la complicità della notte  per passeggiare lungo i canali dalle acque calme e dolci del Sestiere Santa Croce. Una coppia le cui uniche testimoni di un amore nascosto alle luci del giorno sono barche e gondole ormeggiate. Due innamorati che si lasciano trasportare per le vie della città, baciandosi e perdendosi, fino ad arrivare in una piazza San Marco deserta, dove i primi raggi di un sole nascente si riflettono sui mosaici della sua Basilica. Bellissima e vuota, con i suoi colonnati e i suoi bar ancora chiusi, la piazza guarda i due innamorati. Li osserva correre e nascondersi proprio lì, dove una volta c’era grande sfoggio di ricchezza e intelligenza. È come una dama che con i suoi portici protegge l’amore da occhi indiscreti: gli unici testimoni ammessi sono i piccioni (impiccioni).

Nonostante questo, Venezia non è tutta ombra e occhi vigili. È anche la pace e la tranquillità di Cannaregio, con scenari da cartolina e l’intimità che un luogo ampio e calmo lascia a due persone. Sono i tavolini dei bar ai lati dei canali, il relax e la quiete di un bicchiere di vino lontano dai turisti. Luoghi aperti dove l’amore si cerca di trattenerlo contrapposti a luoghi chiusi, dove l’amore si vive. Edifici in cui entrare significa fare un salto nel tempo in un’altra Venezia, arredati in perfetto stile veneziano del XVIII, come l’Hotel Papadopoli, dove, affacciandoti alla finestra che dà su un canale, pensi a quanti incontri clandestini tra giovani nobildonne e i loro corteggiatori sono avvenuti lì tra quei corridoi.

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I Bacari

Ma Venezia è anche cibo: è andar per ombre e cicchetti. È una piccola osteria (il bacaro) dall’arredamento legnoso e dalla conduzione familiare. Luoghi intimi dalle luci soffuse in cui due amanti possono bersi un’ombra de vin sotto lo sguardo attento della padrona, protettrice del loro amore segreto. Non resisto dal consigliarvi l’Osteria della Rivetta: mi sono innamorata del posto e della proprietaria, Luigina, una vera nonna, concentrato di saggezza e schiettezza, che porta avanti l’attività nel modo più tradizionale possibile. Poco turismo, molto folclore, tanta simpatia (e bontà).

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Ho cercato di vedere Venezia con gli occhi di una coppia di amanti, lontano dai cliché e dal turismo di massa, provando a cogliere tutto il mistero e il fascino di una città unica al mondo, diversa da tutte le altre e ammaliante come una dama di potere piena di segreti. Questo è Venezia: una potente donna dal passato glorioso, dotata di una bellezza seducente che fa fatica a sfiorire.

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