weekend valsesia polenta

Munkee_0821125557Chi più chi meno, chi al mare chi in montagna, chi qua e chi la’, tutti noi abbiamo avuto estati in villeggiatura con i nonni, quelle dove i genitori ti sbolognavano con  “dai che un po’ d’aria di montagna ti fa bene”.
E cosi, dopo un pomeriggio tra gli scivoli e le altalene più imponenti dei miei ricordi, capitava anche a me di sentirmi dire frasi consolatorie e promesse di divertimento degno di un parco giochi.
Testa bassa e lacrimoni, li vedevo salire sulla macchina. La gola pizzicava di tristezza da abbandono. Muta e imbronciata, me ne andavo a dormire nella mia cameretta dal pavimento in legno, non finto legno ma legno vero, dove ogni passo e’ una testimonianza di vita non richiesta, dove i miei sogni di diventare agente segreto, impavido e felino nelle movenze, si allenavano (per poi morire diventando un elefante in una cristalleria).
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Passavano i giorni in quella valle verdissima. Passavano tra una passeggiata nei boschi e un giro al fiume Sesia. Passavano con mio nonno che mi portava sui sentieri alla ricerca di un bastone da poter intagliare insieme, come se fossi una Heidi nostrana. Salutava tutti su quei sentieri (e solo ora capisco l’usanza), raccoglievamo more e lamponi, bevevamo acqua freschissima da fontane di pietra grezza. Odoravo l’odore di fieno nella stalla vicino a casa, sperando che le mucche al pascolo avessero qualche contrattempo e tornassero a casa, e sentivo l’umidità’ della cantina (credo una piccola stalla in origine) di casa mia: a quella eta’ pensavo di entrare in una caverna piena di pipistrelli dormienti, oggi invece penso ai suoi antichi proprietari, fra forme di formaggio da lasciar stagionare, affettati appesi alle pareti e bottiglie di vino da tenere in fresco. Come cambiano gli interessi..
 
Sono ritornata in quella valle dopo molti anni, ma la percezione che ho di lei non e’ mutata: verde, limitata e accogliente. Vivace, con il suo fiume che nasce dal ghiacciaio e la divide. Incantata, con un cielo stellato talmente bello da nutrire le nostre fantasie. Rilassante, con il rumore dell’acqua del fiume che incontra i sassi: lo scontro produce un fragore incessante e violento, che, seducendo le nostre orecchie, ci accompagna nel mondo dei sogni.
Se la notte e’ qualcosa di magico, il giorno e’ qualcosa  di umano. E’ villaggi fatti di piccole viuzze che si snodano come labirinti all’ombra di case in pietra con il muschio che sporge dalle fessure e i fiori che colorano le finestre, di panchine intagliate in tronchi di legno e di loggiati di antiche case Walser. E’ l’alimentare minuscolo che vende di tutto, ma che ti sa consigliare quale Toma del posto fa per i tuoi gusti (e magari ti ci fa anche un bel panino con la mocetta) o la latteria che ti da latte fresco appena munto con un odore tanto denso quanto e’ facile accettare, con rammarico, che il latte che beviamo quotidianamente sia tutt’ altro.20838309_1365658276880177_7873454581542289408_n
Con lo zaino pronto e la borraccia piena di acqua freschissima, si parte. Si parte per quella che sarà la mia umiliazione, fisica ovviamente (da divanaia ad escursionista).  E’ li davanti il cartello che cercavi, quello che ti dice che per arrivare al rifugio e’ prevista la camminata di un’ora, senza avvisarti che se arrivi alla seconda mezz’ora sei fortunato. E’ la fatica di un percorso per meta’ a gradoni, sono le vesciche ai piedi e il fiato corto, ma ben vengano le vesciche e la stanchezza se poi il premio e’ una bella polenta concia seduta ai tavoli all’aperto del rifugio Zar Senni. Morbida e gustosa, hai la possibilità’ di prenderti i tuoi momenti di contemplazione dopo la prova di coraggio: ci accontentiamo di una polenta noi, siamo gente umile.
Vino rosso, polenta e una grappetta finale, circondati da una vallata spaziosa e ampia, ricca di colori che ti fa spaziare lo sguardo. Con poche case in perfetto stile Walser (gli antichi abitanti della Valsesia), lontano da un turismo di massa e con un menu limitato ma molto tipico, questo rifugio ti ricarica. Un piccolo amico che ti abbraccia accogliendoti nella sua bellissima vallata.
Io penso a mangiare, ma voi, se volete brividi d’adrenalina, non perdetevi una delle tante attività’ che si possono fare con il fiume Sesia e i suoi affluenti: dal canyoning al rafting la scelta e’ ampia!
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Ora capisco gli amanti della montagna: aria fresca, sport, gratificazione, ma anche buon cibo, cordialità e rispetto, tutte cose che ho (quasi) dimenticato.
 
Un paio di indicazioni pratiche, con link annesso, che possono sempre essere utili:
se voleste dormire a diretto contatto con la natura, vi consiglio il campeggio “il gatto e la volpe” : e’ un piccolo campeggio molto ben attrezzato direttamente sul fiume Sesia. Si trova a Campertogno, un paesino in alta Valsesia molto piccolo e caratteristico.              Sito internet : www.ilgattoelavolpe.it 
Altro posto dove poter alloggiare e fare base per le vostre escursioni e’ Alagna: ultimo paese della valle offre diverse possibilita’ di pernottamento e di informazione per le vostre attivita’ (anche sentieri e percorsi). Sito internet: www.alagna.it 
Una panoramica per conoscere la Valsesia la trovate sul sito www.monterosavalsesia.com. Vi fornira’ molte indicazioni pratiche e turistiche, senza dimenticare tuttavia l’aspetto culturale e tradizionale di questa popolazione stabilitasi secoli fa a sud del Monte Rosa.
 
 
 

0 commenti su “Valsesia: tra polenta e ricordi.

  1. A volte cerchiamo paradisi terrestri in terre lontane, ma non ci accorgiamo di quante bellezze ci circondano. L’Italia è un paese bellissimo e dovremmo imparare a conoscerla meglio, oltre che rispettarla di più.
    Grazie per questo bel racconto

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