Quella Scozia che ti strega: Edimburgo e le Highlands

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Tutti noi abbiamo posato gli occhi su un qualche libro fra gli scaffali confusi di qualche vecchia libreria. Potevamo osservarne solo la copertina, eppure, quel colore, quella carta, quel font, non hanno fatto altro che intrigarci e sedurci, fino a vedere la nostra mano che afferrava quell’oggetto potente e misterioso. Chissà cosa si nascondeva dentro quel libro.
Ecco, Edimburgo riporta in vita quello stesso sentimento: chissà quali sono i segreti di quella città, sola, lassù fra nuvole e pioggia, fra le gelide acque del Mare del nord e i venti freddi che temprano l’anima ancora prima che il corpo. Fra storie e leggende medievali, misteri che si inscrivono nei miti ancora più antichi di una Scozia piena di panorami e racconti, di personaggi, clan e fazioni.
Storie che si perdono tra vallate, guerrieri e clan rivali. Tra tradizioni celtiche e antiche popolazioni d’origine irlandese.

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le Highlands: brulle, impervie, desolate ma affascinanti come in un romanzo

Seconde solo all’Islanda per densità abitativa, le Highlands sono la regione montuosa della Scozia, fatta di paesaggi mozzafiato, territori selvaggi, laghi che si mischiano ai fiordi, colline si gettano a capofitto nelle acque e vallate dimenticate. È tra questi panorami incredibili che prendono vita le leggende dei clan, gruppi familiari di origine celtica, o degli Scoti, che combattevano tutti nudi contro i Romani, tanto che un po’ per la ferocia, un po’ per la loro pazzia, erano l’incubo dei nostri avi.
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le Highlands e la loro natura mozzafiato

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Glencoe: questa vallata è stata protagonista del massacro del clan dei Macdonald per volere del Re. Fu una strage: il Re ordinò di uccidere uomini, donne e bambini

Qui prendono vita favole di mostri marini e draghi (Nessie su tutti), tanto che se fossi ancora bambina, pregherei i miei genitori di venirci in villeggiatura ogni estate, alimentando la mia fantasia con la speranza ingenua di chi sa ancora credere.
Tra le sgommate di James Bond su per queste strade, ai kilt di Wallace e i suoi in Braveheart, o ancora Highlander, con Sean Connery e Christopher Lambert, le Highlands sono il set di moltissimi film, resuscitando l’avventura, che in queste terre inospitali in realtà non è mai mancata.
Come le Highlands, anche Edimburgo è ispirazione per le arti. Qui nacque Harry Potter, Dan Brown pensò bene di nascondere il Santo Graal in una chiesa nei suoi sobborghi, e Irvin Welsh decise di ambientare il suo romanzo Trainspotting, portato poi sullo schermo da un altro scozzese, Ewan Mc Gregor, mostrando una Edimburgo buia, non di certo cottage e tè caldo.

È la magia di Edimburgo. È l’impressione di camminare sulla stessa strada che i contadini usavano per portare i cesti di ortaggi al castello. È l’idea di sentirsi delle formichine vagando nella Old Town, tra i suoi edifici non più bassi di cinque piani. Di guardare l’orizzonte dalla cima di una collina dove si appostavano gli arcieri secoli e secoli prima. Di scoprire percorsi sottoterra, collegamenti misteriosi e segreti nascosti. Della nebbiolina che sembra coprire la trasformazione di Dr Jackyl in Mr. Hide (il suo autore, Stevenson, fu di Edimburgo). Delle infinite stairs che se ci abitavo io in sta città finiva che rotolavo un giorno sì e uno no.
Perché Edimburgo non la puoi guardare tenendo lo sguardo dritto. O guardi in su, o guardi in giù.
Collocata su sette colline come Roma, devi scegliere se guardare in alto o in basso. Devi scegliere se guardare il castello medievale, dal basso, sentendoti schiacciato dalla sua maestosità e impenetrabilità, o dall’alto, godendoti un panorama che arriva fino al mare.
Devi metterti nei panni di Re Artù, a cui leggende attribuiscono la scelta della collina vulcanica di Arthur’s Seat come luogo prediletto per la sua mitica Camelot. Proposte meno fantasiose sostengono che il nome sia riferito invece al luogo in cui tirano gli arcieri, senza Camelot e senza magia.
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Arthur’s Seat. C’è da camminare un po’, ma la vista ripaga gli sforzi.

Spada nella roccia o meno, questo posto è davvero qualcosa di surreale: a due passi dal centro città, finita la Royal Miles, questa collina verde di 250 metri si erge all’interno dell’Holyrood Park (un parco cittadino che ospita anche la residenza reale) e con una buona volontà e un po’ di fiato è possibile raggiungere la vetta, godendosi uno stupendo panorama su tutta la città.
E lì, osservando l’orizzonte, pensi a quei poveri arcieri che centinaia di anni fa erano nel tuo stesso posto, per difendere la loro città, sentendoti anche tu, in quel momento parte della storia.
Edimburgo è anche una città di cultura, che ha dato la vita a geni della letteratura, filosofia, medicina e scienza, tanto da meritarsi l’appellativo di Atene del Nord, capitale dell’Illuminismo scozzese. È un’altra collina a testimoniare questo riconoscimento: Calton Hill. Facilmente raggiungibile da Princess Street questa collina che dal XVI e per più di duecento anni, sentiva le grida delle donne arse al fuoco per stregoneria, cambiò abito, e si trasformò nella acropoli di Edimburgo. Qui ci sono alcuni dei monumenti più importanti della città (il Monumento nazionale ai caduti delle guerre napoleoniche, l’osservatorio astronomico e il Monumento a Nelson), ma monumenti a parte, la vista è sempre qualcosa che ti bacia l’anima: da qui si vedono le due anime della città la Old Town, e la New Town.
Considerata patrimonio dell’UNESCO dal 1995, la Old Town, questo onore se lo merita a pieni voti.
Questa “città vecchia” ha un fascino ambiguo e intrigante. La sua arteria principale è la Royal Miles, antica striscia di lava, diventata la strada perfetta per il castello. È un po’ come la lisca di un pesce: da lei, partono una miriade di vicoletti e viuzze (i Close) che emanano un’atmosfera da romanzo giallo. La poca luce che filtra da dietro gli alti edifici, i colori fuligginosi delle loro pietre e il muschio che cresce facilmente negli angoli, rendono questi Close dei veri gioiellini in chiave noir.castello
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Hume, grande filosofo, testimonianza dell’ alto livello culturale raggiunto dalla Scozia

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Presa d’assalto dalle infinite battaglie tra inglesi e scozzesi, la Old Town ha dovuto fortificarsi, chiudendo la sua popolazione entro questo piccolo spazio per qualche secolo: gli edifici devono crescere in altezza e ricchi e poveri vivono gomito a gomito. La componente religiosa si fa sentire in questo spazio così tetro, tanto che si possono osservare moltissime chiese, e altrettanti cimiteri (dovuti anche alle molte esecuzioni, guerre e pestilenze). Per gli scozzesi i cimiteri non sono solo il luogo dove riposano i morti, ma luoghi al limite del paranormale. Il cimitero di Greyfrias è l’emblema di come lo stesso posto che di giorno è un luogo ricco di bellezza, con tombe coperte dal muschio, vialetti e giardini, di notte si trasformi in un luogo pieno di attività paranormali, fra presenze che spingono dentro prigioni dalle storie drammatiche o in mausolei di crudeli personaggi storici.
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Greyfriars kirkyard

Quando le guerre finirono, i più ricchi se ne andarono da quel quartiere ingombrante e affollato creandosene uno nuovo, ampio e regolare, in stile georgiano, dove poterono vivere in spazi ariosi e ordinati: la New Town.
A pochi passi da questa si trova il Dean Village, un’oasi di pace, dove il rumore della civiltà sembra faccia molta fatica a penetrare. Qui si sente solo il cinguettio degli uccellini e lo scorrere del River of Leith. È un angolo di tranquillità, in cui bohemien di tutte le epoche venivano a rilassarsi, apprezzando i suoi scorci e la sua pace.
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panni stesi al sole al Dean Village.

È magnetica la Scozia. È misteriosa come un’amante, dura come una vedova, e serena come una bambina. È forte come il suo whisky, deciso, ma in cui se ti impegni puoi sentire l’odore di erica dei campi delle Highlands, o dello iodio di Islay o ancora un tocco di agrumi in quello delle Lowlands.
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i whisky sono un elemento importante dell’identità scozzese

Questa Scozia è magica. Ricca di tradizioni e leggende, di passato e di cultura. Di educazione e rispetto. Di paesaggi che tolgono il fiato e di gente che definirla splendida è dir poco.
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La cornamusa, insieme al Kilt, sono i due elementi caratterizzanti della Scozia nell’immaginario comune

0 commenti su “Quella Scozia che ti strega: Edimburgo e le Highlands

  1. Non sono mai stata ad Edimburgo è li nella mia wish list da tanto troppo tempo ma non sono ancora riuscita a mettere in pratica questo desiderio..e si che non è poi così lontana..e sembra bellissima!

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