barolo langhe vigne colline gita

Gite fuori porta | Le Langhe

Ho tradito.
Ho tradito il Monferrato, con suo cugino più grande: l’ho tradito per le Langhe.
L’ho tradito per colline morbide come le curve di una donna inquadrate da Bertolucci.
L’ho tradito per la sensualità delle linee del cugino. Per la ricchezza delle sue terre. Per i profumi delle sue uve e per i sapori dei suoi cibi.
Per la gola e per l’appagamento, visivo e non solo.
vigneto
Per il foliage, che non sapevo cosa fosse e che a tutto pensavo tranne che al colore delle foglie d’autunno. Agli ori, ai rossi, ai gialli e agli arancioni che vestono le colline come sottili capelli che si posano sulle spalle. Agli occhi di un sentimentale che osserva quel panorama. Alla sindrome di Stendhal che invece che ai quadri a sto giro piango per quelle onde dipinte con tutte le sfumature dei toni caldi. Come quadri vivi, fatti di linee e curve, di vigne e di pendii.
Alle rocche e ai castelli che interrompono i filari. Alle serpentine di catrame che tagliano la collina.
A un piatto di tajarin con il tartufo e a un bel bicchiere di vino, che venire qui e non bere vuol dire offendere il padrone di casa. Al cameriere, che ti sa spiegare che quel vino viene dalla collina che c’è là dietro, dopo quella con il casolare sulla cima, leggermente sulla destra, come se ci fosse una bandierina gigante sul cucuzzolo ad indicarla.
20171101_160819
Come una bottiglia di Barolo. A Barolo. Alle sue cantine e alle sue degustazioni. Ai poderi e a chi ancora va a vendemmiare. Al vino biodinamico e a chi ci capisce più di me. All’umanità’ di chi taglia grappolo per grappolo, di chi si prende cura della terra, delle uve e delle botti.
Al Nebbiolo. Al Dolcetto. E al Barbaresco.
Ho tradito, si. Ma non e’ stato uno stupido flirt.
Fotor_150962898128987

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *