Come un weekend basti per innamorarsi di Berlino.

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Fa freddo. È grigia. Il tedesco è incomprensibile. Tutti pregiudizi veri, ma Berlino non si può ridurre a una temperatura, a un clima o a una lingua. Anzi, è grazie a questi che la città diventa elettricità, contrasto e frizzantezza. È il rigore della Germania by Merkel affiancato al disordine creativo. È la ricostruzione di una nazione, di due volti. Del presente che convive con il passato. Perché Berlino non ti giudica, non le interessa sapere cosa pensi dei suoi contrasti, perché a lei, che ne ha passate così tante, basta cosi: con le sue diversità lei ci convive, in pace e armonia. Le basta che tu possa passeggiare per le viuzze strette del vecchio quartiere ebraico, accettando che siano decorate da murales e graffiti, o che si possano trovare a loro modo affascinanti i palazzoni della Berlino est, l’architettura pre’89 affiancata alla nuova linfa vitale del design. Fare tutto Karl- Marx-Alle, luogo d’esibizione dell’ideologia sovietica, con il naso all’insù a guardare i palazzi, passare poi alla cupola di vetro del Reichstag (gioiellino di architettura moderna, andate a visitarla!), a Potsdamer Platz con i suoi grattacieli, o perdersi nel labirinto di cortili collegati di Hackescher Markt. Tutto convive. Tutto scorre. L’energia di questa città la si percepisce ad occhio nudo: un flusso continuo che riempie le strade. Giovane e dinamica, frizzante ed energia, qui tutto è fermento, tutto nasce, può anche finire in fretta, certo, ma ci sarà subito un’altra rinascita. È un calderone di idee, ispirazioni e novità. I suoi giovani tentano, azzardano, escono e vivono. Camminando fra i suoi quartieri vi immaginate la vita, le scintille dell’energia, la poesia dei movimenti e della trasformazione, come in quelle foto con soggetti in movimento, il tutto sotto l’occhio vigile della torre della televisione, punto di riferimento nel cielo berlinese. Sfondo per eccellenza di questi scatti è la notte, i bagliori e la frenesia. Le guance rosse per il freddo e le luci delle insegne dei locali. Per vivere la notte, Berlino ha una soluzione perfetta: Kreuzberg. Quartiere anticonformista per eccellenza, dove il mix di culture corrisponde a un mix di offerta serale, gente da bene seduta in uno dei tanti ristorantini di Orangestrasse, o giovani dai look originali e ragazze col caschetto biondo che ingurgitano hamburger giganti con cipolle caramellate (Burgermeister – metro Kottbusser tor – locale ricavato da vecchi bagni pubblici, molto underground – come la sua clientela- e con l’hamburger più buono che io abbia mai mangiato). Berlino dopo il tramonto si veste di luci al neon, con locali all’apparenza chiusi, musiche provenienti da scantinati e piccole porte che dividono il divertimento dal freddo della strada (fate un salto a bere qualcosa da Das Hotel – metro Kottbusser tor- locale con un arredamento molto originale – legno, fiori freschi e candele – con la musica di vinili d’altri tempi in sottofondo, o, se siete nel quartiere Freidrichshain andate da Suss war gestern: ha poltroncine che ti inglobano con amore e dj che mettono bella musica – oltre al primo modello di nintendo per giocare a Mario Bros., che ai tempi non so se fosse già Super, e infine,se necessitate di ambienti un po’ pettinati, con terrazza e una bella vista sulla città andate al Monkey bar, che da come lascia intuire il nome, si trova sul perimetro dello Zoo di Berlino). Se volete andare alla ricerca di tesorini usciti da qualche baule della nonna o della zia, armatevi di tanta pazienza e curiosità, che in questa città col vintage si va a nozze. I suoi giovani sono eclettici e puntano molto sulla ricerca e sul dettaglio. Vagate tra le viuzze di Kreuzberg, dove si possono trovare molti negozi di vintage meno mainstream e più di nicchia. Se volete un vintage forse un poco più ricercato andate nel mitte: tappa di rito sono Made in Berlin e Pick n weight, molto belli ma anche troppo modaioli, meglio aprire la cartina e andare alla ricerca di qualche chicca in negozietti molto più piccoli e nascosti, con prezzi anche più onesti (come Paul’s boutique). Una nota a parte merita il cibo: la città è un miscuglio di culture ed etnie. Si può trovare davvero di tutto, per tutti i gusti. Il giovedì sera andate al Markthalle Neue, un mercato coperto dove potrete trovare un sacco di street food. Se vi piace l’asiatico aggiungete queste due tappe: Yumcha heroes con i suoi ravioloni nel Mitte, o le zuppe vietnamite di Lemon leaf a Friedrichshein. È un disordine ordinato quello di Berlino: grinta, ribellione e anticonformismo convivono armoniosamente con la tradizione e il rigore tedesco. È bella, ma non bella perché rientra in determinati canoni, ma anzi, proprio perché dei canoni a lei, non gli frega niente, e se ne sbatte creando una forma d’arte urbana nuova, coraggiosa e comunicativa.

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